Internet: tethering ed hotspot in contesto mobile

Grazie alle diverse implementazioni software ed hardware,soprattutto in ambito mobile, di cui sono dotati i dispositivi mobili moderni, chiunque è in grado di sfruttare tutta una serie di possibilità e mezzi che risultavano quasi inaccessibili fino a pochi anni fa, come il condividere con altri della propria rete Internet.

Condivisione tramite Tethering ed Hotspot

Per dar modo a device, mobili o fissi che siano e per altro collocati a breve distanza da quello in uso, di accedere alla nostra connessione ad Internet, potremmo in buona sostanza decidere di percorrere molteplici vie, che si differenziano tra loro in base alla tecnologia ed alle modalità di utilizzo ad esse correlate.

Cominciamo intanto a parlare della prima tipologia utile per compiere questo tipo di operazione, vale a dire la condivisione che che va ad instaurarsi tra più client sfruttando le basi del tethering. Parlando in maniera molto generica del funzionamento, la rete Internet verrà nell’immediato resa disponibile, oltre che per noi, anche per un solo ed unico dispositivo aggiuntivo, sfruttando la tecnologia Bluetooth o tramite apposito cavo USB.

Da un punto di vista puramente prestazionale e relativo all’ambito software, si tratta di una soluzione molto stabile ma, allo stesso tempo, limitata per quel che riguarda i client a cui possa essere riservato l’accesso. connectify-hotspot

La seconda modalità tramite cui è possibile condividere la connessione ad Internet di cui si dispone è quella di creare, o meglio predisporre, un apposito hotspot dedicato, ossia un vero e proprio punto di accesso telematico, grazie al quale potranno accedere alla medesima rete anche più di un utente. In questo caso, vengono meno le limitazioni che avevamo riscontrato nel punto precedente, pur dovendo comunque sottolineare il fatto che si debba rientrare entro il limite massimo di 5 terminali in presenti in contemporanea ad Internet.

In che modo avviene la condivisione

I dispositivi che si prestano ad essere utilizzati per tethering ed hotspot si tramutano a tutti gli effetti in un router NAT, abilitato cioè a recepire le richieste dei client che poi provvederà ad inoltrare ai diversi server, sfruttando il proprio indirizzo IP.

Gli operatori telefonici in sé, trattandosi di un’operazione per così dire “opaca”, non dispongono attualmente delle apparecchiature utili per rilevare se il servizio da loro erogato sia utilizzato esclusivamente da un utente o se questo venga sfruttato in più contesti.

Risulta altresì difficile constatare se la navigazione sul web stia avvenendo sfruttando per esempio una connessione wifi dedicata o se il dispositivo stia invece poggiando su un tipo di rete condivisa.

Per quel che riguarda poi le offerte di tipo commerciale, che i diversi gestori mettono a disposizione dei propri clienti, occorre sottolineare come, almeno nella maggior parte dei casi, la possibilità di usare il proprio terminale per finalità di hotspot o tethering preveda il sostenimento di un apposito costo aggiuntivo, oltre che a specifiche configurazioni di sistema utili a garantire l’adeguato funzionamento.

In relazione a quest’ultimo punto però, bisogna sottolineare il fatto che l’efficienza o meno della rete non dipenderà solamente dalla potenza della connessione considerata, ma anche dal tipo di apparecchio che si sta utilizzando, dalle sue caratteristiche tecniche e conseguentemente dall’hardware in dotazione, che potrebbe risultare meno prestante qualora si usasse un terminale più datato.